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L'evoluzione nel Tempo

Come ha fatto un culto così intimo a generare una festa di tale magnificenza? La risposta non risiede in un cambiamento, ma in un'amplificazione. La passione del Comitato Feste e la fede incrollabile della comunità hanno spinto, di generazione in generazione, a manifestare la propria devozione in forme sempre più grandi e spettacolari. L'obiettivo non è mai stato sostituire la fede con lo spettacolo, ma rendere lo spettacolo stesso un grandioso e corale atto di fede.

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LE LUMINARIE

Le luminarie di Diso non sono semplici decorazioni, ma vere e proprie opere d'arte che trasformano il paese in una cattedrale a cielo aperto. Le più celebri ditte di paratori del Salento e d'Italia si sfidano ogni anno nella creazione di gallerie, rosoni e frontoni imponenti, costruendo architetture di luce che lasciano senza fiato. L'attesa per l'accensione, soprattutto quella musicale, è un rito collettivo. Quando le prime note risuonano e le migliaia di lampadine si accendono a tempo, creando coreografie di luce danzante, non si assiste solo a uno spettacolo tecnico, ma a una preghiera di luce che si innalza al cielo per onorare i Santi.

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I FUOCHI PIROTECNICI

La festa di Diso è un appuntamento imperdibile per gli amanti dell'arte pirotecnica. Il tradizionale Festival Pirotecnico diurno è una competizione di altissimo livello, dove i più grandi maestri fuochisti del Sud Italia si confrontano non tanto sulla spettacolarità dei colori, quanto sulla potenza, il ritmo e la musicalità dei colpi. Gli intenditori riconoscono la perfezione di una "bomba d'apertura" o la cadenza di un finale. È un omaggio potente e fragoroso, un'esplosione di gioia che manifesta la gratitudine di un'intera comunità, trasformando il cielo di Diso in una tela dove l'arte pirotecnica diventa un linguaggio di devozione.

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LE BANDE

Il concerto bandistico è l'anima musicale della festa, la colonna sonora che accompagna ogni momento della celebrazione. Dalle marce solenni che scandiscono il passo della processione, creando un'atmosfera di sacralità e rispetto, alle arie più celebri e gioiose eseguite nella cassa armonica, la banda unisce la comunità. Le esibizioni dei prestigiosi complessi bandistici invitati a Diso sono un elemento irrinunciabile della tradizione, un momento di aggregazione che unisce generazioni, capace di emozionare e di celebrare lo spirito di una festa che è, prima di tutto, un grande incontro di popolo.

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IL CUORE DELLA DEVOZIONE

Il 1° Maggio è il giorno in cui la fede della comunità si fa visibile e tangibile. La Solenne Processione è il momento culminante e più intimo dei festeggiamenti. Le statue dei Santi Patroni vengono portate a spalla per le vie del paese, addobbate a festa, in un percorso che non è solo un tragitto fisico, ma un viaggio spirituale. Il corteo, aperto dal Comitato e accompagnato dalle note solenni della banda, si snoda tra la folla di fedeli, molti dei quali a piedi scalzi in segno di devozione o per grazia ricevuta. È un momento di silenzio e preghiera, interrotto solo dalle marce religiose e dalla commozione palpabile sui volti dei presenti. La consegna simbolica delle chiavi della città ai Santi è uno degli atti più significativi, a testimonianza dell'affidamento totale della comunità ai suoi protettori.

Curiosità Storica:
Il Primo Maggio di Diso

Una delle peculiarità che dimostra la forza di questa tradizione è la data dei festeggiamenti. Sebbene la festa liturgica dei Santi Filippo e Giacomo sia stata spostata nel tempo (prima all'11 maggio, poi all'attuale 3 maggio), i cittadini di Diso non hanno mai abbandonato la loro data del cuore: il 1° Maggio.

Nemmeno quando, nel 1889, questa data fu proclamata a livello internazionale "Festa dei Lavoratori", i disini cambiarono la loro tradizione. A Diso, il Primo Maggio è, e rimarrà sempre, la festa dei "Santi nosci". Un atto di orgoglio e di affermazione identitaria che la dice lunga sul radicamento di questo culto.

Il Culto: Radici Secolari

Le origini del culto verso i Santi Apostoli Filippo e Giacomo a Diso sono avvolte nel mistero dei secoli. Non esiste una data precisa, un momento esatto in cui tutto ebbe inizio. Come sottolineato da autorevoli studiosi locali, tra cui il Professor Filippo Giacomo Cerfeda nei suoi scritti, l'unica, grande certezza è che questa venerazione è cresciuta di generazione in generazione, come un'onda lenta che ha ricoperto e plasmato il paese.

Non vi è casa, nicchia muraria o cuore di disino in cui non alberghi l'immagine dei due Apostoli. Una leggenda popolare narra che le statue lignee, di pregevole fattura napoletana, siano arrivate addirittura dal mare, un racconto che ne ammanta di ulteriore fascino la provenienza.

La devozione si è tramandata oralmente, nei racconti dei nonni e nelle preghiere delle madri, diventando il fondamento su cui poggia l'intera comunità. I Santi sono diventati l'interlocutore diretto di un popolo che a loro si rivolgeva per chiedere una grazia, per ringraziare di un raccolto abbondante o per trovare conforto nelle difficoltà.

Le Origini

Cuore e Anima della Festa.

Per comprendere la Festa Patronale di Diso, non basta guardare le luci sfolgoranti o ascoltare il fragore dei fuochi. Bisogna chiudere gli occhi e sentire il battito di un'intera comunità.

Una storia di fede, orgoglio e devozione che si perde nella notte dei tempi, un legame così intimo e profondo che i Santi Patroni, Filippo e Giacomo, non sono solo protettori, ma membri della famiglia: "i Santi nosci".

Questa non è solo una celebrazione; è l'identità di Diso che si manifesta nella sua forma più spettacolare e sentita.

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ARCHIVIO STORICO IN ALLESTIMENTO

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